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Testa Leonina Bronzea



(foto realizzate da Joseph Caristena)

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Nell’agosto del 2012, Leo Morabito e Bruno Bruzzanuti,
due appassionati di immersioni,
ritrovavano una testa di leone in bronzo,
nel tratto di mare tra Africo e Bianco,
in provincia di Reggio Calabria.

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Gli stessi sub, inoltre, segnalavano la presenza nella zona di altri pezzi
di interesse archeologico, tra cui una statua, frammenti di vasellame e i
resti di una struttura forse riconducibile ad una nave.

Venivano immediatamente allertati i Carabinieri del
Nucleo Tutela Patrimonio Culturale e la Soprintendenza per i beni
Archeologici della Calabria, nonché, successivamente, il Dipartimento di
Biologia, Ecologia e Scienze della Terra dell’Università della Calabria.
 
A distanza di due anni e mezzo dal primo ritrovamento, sono adesso
disponibili i risultati delle analisi condotte nei laboratori
dell’Ateneo di Arcavacata, grazie alle quali è stata confermata
l’autenticità della testa leonina in bronzo.

Il dibattito ha avuto sorti alterne prima di concludersi,
solo poche settimane fa, con l’ufficializzazione
del valore della testa bronzea, che è stato accertato
essere d’epoca romana.

Grande importanza è stata data alla notizia relativa al riconoscimento
dell’importanza di quel ritrovamento.

Anteprima assoluta dell'esposizione al pubblico della testa leonina.
Un successo di pubblico per la presentazione del reperto archeologico,
che è stato esposto per la prima volta sabato 21 marzo,
alle ore 17.00, presso il Lido "Le Dune Bianche” di Bianco (RC) 89032
Via Lungomare.




Durante l’evento, organizzato dal Comune di Bianco con la collaborazione
dell’Università della Calabria e la Soprintendenza per i Beni Archeologici,
ai saluti preliminari del sindaco Scordino, sono seguiti gli interventi
del Rettore dell’Università della Calabria Gino Mirocle Crisci
e le relazioni di Domenico Miriello, Docente di Beni Culturali Unical
e Rossella Agostino, Funzionario Archeologico Soprintendenza.


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