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  • 06 June 2015 15:18
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  • Last Modified: 11 June 2015 16:03

Heritage & Culture Economics


Heritage and Cultural Programmes for Local Development


"La fonte energetica dell'economia del nuovo millennio è rappresentata dalla cultura accessibile, strutturata e potenziata".

La valorizzazione del patrimonio culturale per il rilancio dell'economia dei territori locali. Ormai è convinzione comune che sulla cultura non solo sia necessario, ma risulta persino strategico investire. La promozione all'estero del nostro patrimonio immateriale rappresenta un elemento imprescindibile dell’identità italiana sul quale puntare per il rilancio del nostro Paese.

Prima di ogni business, bisogna trasmettere una forte identità culturale di appartenenza.

"La cultura prima di tutto", a dare il giusto peso specifico a questa frase ci ha pensato la crisi economica. Il rilancio dell' economia può (e deve) partire dalla stratificazione millenaria del nostro patrimonio immateriale. L'economia del nuovo millennio è caratterizzato dalla "Sharing Economy" (economia della condivisione) e "Knowledge Based Economy" (economia della conoscenza).

Oggi il mondo è davvero globalizzato.
L’ambiente turbolento e competitivo nel quale si confrontano le diverse organizzazione è caratterizzato da sempre maggiore dinamicità ed instabilità, in cui il gioco concorrenziale è sempre più pronunciato e selettivo, elementi questi che accrescono notevolmente il rischio di ogni organizzazione. Nel passato (anni 80 e 90) i mercati erano molto più stabili, per il semplice fatto che avveniva soltanto una libera circolazione nel mondo di persone, beni e servizi.

Oggi, con l'avvento di Internet avviene

una simultanea circolazione delle idee e delle loro mutazioni.


Questo flusso continuo di idee molte volte creative e altre volte non, determina una modellazione costante del profilo e quindi anche del "mood" dei membri della comunità. Stiamo assistendo ad un radicale cambiamento di tutti i punti di riferimento ovvero dei principi, delle logiche di comportamenti ed atteggiamenti (il "mood" dell'utente). Non è sufficiente individuare il segmento dell' audience, ma bisogna andare oltre e cercare di individuare il "mood" variabile dell'utente. Anche se l’economia mondiale resterà "capitalistica”, è il capitalismo dell’informazione che la domina. Le colonne portanti della knowledge economy sono rappresentate sia dalle fonti dell'informazione (primaria, secondaria e terziaria) e sia dalla rapidità della distribuzione del flusso informativo. Un valore non meno importante viene, infine, attribuito al sistema di misurazione "metrics" dei contenuti digitali.


Un business "arricchito, potenziato e strutturato dalla cultura"

Il principio guida, per evitare questa erosione dell'identità, è la "culture economics", ovvero la capacità di prevedere, conoscere, gestire le dinamiche della governance culturale (culture governance e dominance) non solo economicamente per abbassare il rischio (a breve termine) di ogni organizzazione, ma anche dal punto di vista ambientale culturale per valorizzare al meglio l'investimento (a lungo termine). L'economia del nuovo millennio è diverso rispetto a quella del secolo scorso.


Il marketplace dei consumatori è abbastanza eterogeneo, quindi, associare un solo messaggio al bene e/o servizio non risulta più sufficiente. E' necessario associare una matrice del messaggio culturale in modo da intercettare il "mood" variabile e dinamico dell'utente finale. Quindi, le nuove relazioni internazionali, si devono sviluppare su un modello innovativo basato non più sul tradizionale scambio commerciale, bensì su uno scambio "arricchito, potenziato e strutturato" che fa perno sul patrimonio culturale e sulla innovazione sociale.

Le nuove strategie devono imprimere una marcata identità territoriale ai beni e servizi realizzati. Come dimostrato anche con la recente crisi economica, i migliori gestori ed advisor infatti si rivelano essere non tanto quelli che ottengono sempre le migliori performance, quanto quelli capaci di prevedere e sfruttare i cicli negativi.


Maggiore è la conoscenza del marketplace mondiale, minore diventa il rischio.


Joseph Caristena


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